“Nuova Pac, il 30% delle risorse sia destinato agli eco-schemi”

“Nuova Pac, il 30% delle risorse sia destinato agli eco-schemi”
Non si ferma il lavoro della coalizione #CambiamoAgricoltura nata per accompagnare il processo che porterà alla Pac post 2020, e che si batte per un’agricoltura italiana più sostenibile, resiliente ed equa, in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambiziosi del Green New Deal promosso dalla nuova Commissione Ue.

Tappa importante di questo percorso è l’appuntamento di lunedì 20 luglio, quando si svolgerà il primo Consiglio Ue Agri-Fish della presidenza tedesca. Le prossime settimane saranno infatti cruciali per assicurare una forte accelerazione del dibattito europeo sulla nuova Pac. La Germania, con la presidenza Ue nel semestre europeo, ha infatti l’obiettivo di concludere la discussione sulla riforma della Pac nel consiglio di AgriFish, raggiungendo un sostanziale accordo prima del voto di ottobre del Parlamento europeo e arrivare a esprimere un parere definitivo sulla strategia Farm to Fork presentata lo scorso maggio.

A rappresentare l’Italia ci sarà la ministra Teresa Bellanova ed è a lei che si è rivolta la coalizione in una lettera che è un appello a che l’Italia prenda, in quel consesso, una posizione lungimirante e innovativa, coerente con gli obiettivi della strategia Farm to Fork.

La ministra infatti dovrà portare nel Consiglio Ue AgriFish le posizioni dell’Italia in merito ad alcuni aspetti cruciali della riforma della Pac in discussione. I ministri dell’agricoltura europei saranno chiamati a rispondere a tre domande che ruotano attorno alla cosiddetta “architettura verde” ossia eco-schemi e regole della buona conduzione agricola e ambientale, temi fondamentali per la transizione ecologica autentica (e non di mera facciata) della nostra agricoltura.

In particolare nel consiglio si discuterà dei criteri per determinare regole comuni sull’applicazione degli eco-schemi, sull’opportunità di stabilire una percentuale minima e uniforme per le aree naturali all’interno delle aziende agricole, nonché la loro tipologia (per esempio se le colture proteiche rientrino o meno in questa categoria insieme agli elementi naturali del paesaggio).

L’auspicio espresso dalla coalizione, di cui Slow Food fa parte insieme alle maggiori associazioni di protezione ambientale e dell’agricoltura biologica e supportata da Fondazione Cariplo, è che nel prossimo Consiglio Ue Agri-Fish, l’Italia condivida la posizione più avanzata che chiede di destinare una percentuale minima del 30% delle risorse del primo pilastro della Pac agli eco-schemi, avvicinandosi alle aspettative dei tanti cittadini europei e italiani per una Pac più verde. Per l’Italia, come fa notare anche il portavoce della Coalizione Franco Ferroni «sarebbe un passo in avanti sostanziale rispetto alle posizioni assunte nel passato».

La strada da intraprendere deve essere quella che chiede e sostiene la messa in atto di buone pratiche innovative e in questo senso sono da considerarsi assolutamente inutili quegli impegni per gli agricoltori che già in passato sono risultati essere, alla prova dei fatti, inefficaci per la tutela della biodiversità e il contrasto ai cambiamenti climatici.

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